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Quando gli asili chiudono

Centri estivi, oratori, summer camp: le opportunità e i consigli della psicologa

Quando gli asili chiudono
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Quando chiudono asili e scuole, per i genitori il problema è sempre lo stesso: a chi affidare i bambini? Centri estivi organizzati dai Comuni e oratori sono tra le proposte più gettonate dalle famiglie, anche perché più accessibili. L’offerta spazia, poi, dai corsi di lingua a quelli di musica, danza e sport. Insomma, ce n’è per tutti i gusti: dalle piscine ai teatri, dai parchi avventura ai musei.

La domanda delle famiglie, infatti, è aumentata del 15%. E l’offerta va di pari passo, con proposte spesso rivolte a bambini a partire già dai 3 anni.
Ad agosto, poi, "la città non va in vacanza". Per chi ha un lavoro precario o flessibile, infatti, questo è un mese come gli altri anche se l'offerta pubblica si concentra praticamente solo su luglio.

Quanti sono i bambini che partono? E quanti restano in città? Secondo l’Istat, nel periodo estivo effettuano almeno una vacanza il 63% dei bambini di 0-14 anni (più dei genitori e dei ragazzi grandi). E oltre il 16% dei bambini è partito senza papà e mamma.
Affidato al centro estivo, il bambino resta in città come i genitori. È vero, c’è più tempo per stare insieme, ma in questo modo non cambia aria: una necessità anche psicologica per il bambino.

“Il tempo della vacanza è differente dalla routine: affidare i figli al partner o ad altri può risultare più tollerabile se si pensa che per loro si traduce in un’esperienza formativa”, spiega la psicologa Daniela Bavestrello.

“Avvicendarsi nella cura fa bene al bambino perché lo allena a sperimentare situazioni diverse. Una volta era normale che i figli venissero affidati anche ad altri, oggi invece ci si è disabituati alla collettività”. Tutto ciò a patto che la sua sicurezza sia garantita: conta che il bambino, anche piccolo, sia già abituato a brevi separazioni, che il distacco non duri a lungo e non produca un cambiamento radicale delle sue abitudini. “La sua preoccupazione non deriva tanto dal doversi allontanare, quanto dall’essere davvero sicuro che potrà tornare: se non sperimenta mai il distacco, questo dubbio gli resta. Le vacanze separate o a turni, insomma, possono essere un’opportunità di crescita per tutti, anche per papà e mamma”.