Quando aumenta lo smog cresce anche il numero di bambini ricoverati in ospedale. Lo dimostra un’indagine realizzata recentemente dal San Paolo che ha messo in relazione il livello di polveri sottili a Milano con gli accessi pediatrici al pronto soccorso per problemi respiratori. Presentata durante il convegno MilanoPediatria, la settimana scorsa, la ricerca mette in luce come il rischio di ricoveri per infezioni alle vie aeree raddoppi quando i livelli d’inquinamento superano i 50 microgrammi al metro cubo (limite massimo previsto dalla legge). L’èquipe guidata dal Professor Marcello Giovannini ha calcolato che da gennaio a giugno 2008, alla Clinica Pediatrica ci sono state 4 mila visite per asma, bronchiti asmatiche e infezioni delle vie aeree e 214 ricoveri. Il dato, comunque, è positivo se confrontato con quello relativo ai primi 6 mesi del 2007 (226 ricoveri) e si spiega con la migliore qualità dell’aria, ripulita da venti e piogge. Alla luce di questi nuovi risultati, che confermano studi precedenti, gli esperti ribadiscono: “Riduzioni anche modeste della concentrazione di Pm10 possono comportare una diminuzione importante dei ricoveri per malattie respiratorie acute, a vantaggio soprattutto dei bambini, i più esposti ai danni dello smog”. Ma che cosa si può fare in concreto per salvaguardare la loro salute?
I “Genitori Antismog” da anni si battono, da un lato, per spronare gli amministratori locali ad affrontare il problema in modo lungimirante e, dall’altro, per sensibilizzare e coinvolgere i cittadini.
In cantiere ci sono diverse proposte, spiega Anna Gerometta, membro dell’Associazione. “Faremo un appello ai genitori affiché rinuncino alla macchina per accompagnare i figli a scuola. Ridurre la quantità di automobili in circolazione, infatti, è un primo passo per migliorare la situazione. Il trasporto privato contribuisce in gran parte all’aumento dell’inquinamento atmosferico. Lo ha ribadito, quest’anno, anche l’Agenzia Europa dell’Ambiente. Il comportamento di ciascuno di noi non è ininfluente. Perciò ognuno deve fare la sua parte”.
Chi desidera dare il proprio contributo può contattare l’Associazione tramite il sito ww.genitoriantismog.it.
26 novembre 2008